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Differenze di genere in psicopatologia

Nonostante molti disturbi psichiatrici abbiano una prevalenza diversa tra la popolazione maschile e quella femminile ancora non vi è una particolare attenzione alla questione di genere in ambito psichiatrico, piuttosto persistono una serie di bias a livello metodologico nell’ambito della ricerca.

Ad esempio, come purtroppo in altri ambiti della ricerca medica, le prime fasi di sperimentazione di un farmaco coinvolgono spesso campioni costituiti quasi esclusivamente da soggetti adulti di sesso maschile. Questo fa sì che la maggior parte dei farmaci che vengono quotidianamente prescritti a donne, così come a bambini, non siano stati efficacemente testati su queste categorie di pazienti. Un problema questo noto già dal 1993 quando i National Institutes of Health degli Stati Uniti, di fronte ad un maggior numero di eventi avversi riscontrati nelle donne su farmaci ampiamente prescritti ad ambo i sessi, decretarono che in tutte e tre le fasi di sperimentazioni di un farmaco dovevano essere inclusi soggetti di entrambi i sessi. Tuttavia, a causa di timori riguardanti possibili effetti teratogeni, questo principio molto spesso non viene rispettato.

Infine, nel considerare la diversa prevalenza delle patologie psichiatriche tra la popolazione maschile e femminile non si possono trascurare tutti quei fattori socioculturali che sono strettamente legati alla questione di genere. Generalmente considerato un fattore binario, in psichiatria il genere può essere invece inteso come una variabile continua, caratterizzata da uno spettro molto ampio di possibilità. Sia il sesso biologico che il genere di un individuo andrebbero quindi presi in considerazione in ambito psichiatrico. È quindi fondamentale che finanziatori, ricercatori e comunicatori cooperino per far sì che si inizi a prendere ulteriormente in considerazione la questione di genere in psichiatria.
Fonte
Editorial. Sex and gender in psychiatry. The Lancet Psychiatry 2016; 3(11): 999

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